Torino, Artom, un eroe tra i ragazzi di Mirafiori: a fine mese tre giorni di festa in onore del giovane partigiano

Dal 28 al 30 giugno si tiene la rassegna “Avevamo 20 anni. Artisti per Artom”. Musica, film e dibattiti per commemorare l’intellettuale ebreo a cui è dedicata la via principale di Mirafiori Sud.

(articolo tratto da: http:www.torinoggi.it)

“Gli eroi son tutti giovani e belli”, recitava una canzone di Francesco Guccini. E anche se il contesto è differente, l’immaginario collettivo legato alla figura dei partigiani da sempre richiama alla mente analoghe suggestioni romanzesche. Chi erano veramente quei piccoli eroi che esaurirono, nel giro di pochi e infuocati mesi, lo slancio vitale che li aveva spinti a lottare per la libertà di tutti? Quale fu il percorso esistenziale che li portò a immolarsi in nome di un valore universale, sacrificando se stessi per salvare la collettività?

Una risposta alle tante domande che oggi occorre farsi sulla Resistenza italiana arriva da un’iniziativa che punta alla riscoperta di tutti quei combattenti all’epoca coraggiosi, giovani e belli. “Avevamo 20 anni. Artisti per Artom” è un evento organizzato dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e dal Laboratorio – CTM, associazione da diversi anni operante a Mirafiori Sud. Tre giorni di appuntamenti culturali, dal 28 al 30 giugno, tra musica, proiezione di film, sport e percorsi tematici alla riscoperta del partigiano e intellettuale ebreo morto il 7 aprile 1944, a soli 28 anni, nelle Carceri Nuove di Torino, dopo terribili torture. Un ragazzo cui è dedicata proprio quella via che, fino a vent’anni fa, racchiudeva il peggio della malavita di Mirafiori. E che ora risplende di una nuova luce, rinascendo ogni giorno anche grazie a iniziative come questa, presentata ufficialmente il 15 giugno alla Casa nel Parco di via Panetti.

Nino Boeti, vicepresidente del Consiglio regionale, ha voluto sottolineare in conferenza stampa l’importanza di celebrare la Resistenza, oggi, servendosi di strumenti moderni, che arrivino immediatamente alle persone. Soprattutto se si vuole colpire i giovani, i depositari di un patrimonio memorialistico da salvaguardare e custodire per i posteri. «Trasformeremo i prati dove Emanuele scomparve in un luogo di ricordo e di festa», ha detto. «Letture, dibattiti, ma anche musica, perché servono nuovi modi per fare memoria e ricordare il sacrificio di quanti combatterono per la libertà. Mi auguro che questa iniziativa serva a far conoscere ai giovani della nostra città il valore morale di ragazzi della stessa età morti per difendere la democrazia».

Il 28 giugno si comincia con Summer Sport, un torneo di calcio a tre alla Casa nel Parco. Alla sera verrà proiettato Emanuele Artom, il ragazzo di via Sacchi, con la partecipazione del regista Francesco Momberti e Alessandro Musto. Per il 29 è previsto un percorso esplorativo per il quartiere, a cura del Comitato Borgata di Mirafiori. La tappa conclusiva sarà al Mausoleo della Bela Rosin, dove Simone Lenz presenterà in anteprima il libro Per il verso giusto. Piccola anatomia della canzone. La serata terminerà quindi con la musica cantautoriale al Centro per il Protagonismo Giovanile CPG di Strada della Cacce. E si preannuncia assai ricco l’appuntamento che chiude la rassegna, venerdì 30 alla Casa nel Parco. Per tutto il pomeriggio, nel prato saranno allestite bancarelle di attività e associazioni del territorio, e seguirà la presentazione del libro 45 gradi nord, 7.65 gradi sud, Mirafiori sud, a cura di Angela Maria Osorio e Chiara Basile, e della mostra fotografica legata al Progetto Mirafiori Millefogli. E la serata sarà animata dalla lettura di alcuni passi del Diario di un partigiano ebreo, scritto da Emanuele Artom e pubblicato postumo, a cura di Orlando Manfredi e Antonella Delli Gatti. A seguire, un grande concerto con Nada e Mauro Ermanno Giovanardi, cui interverranno anche la Banda musicale filarmonica Torino Mirafiori, i Virginiana Miller, Les Nuages Ensamble, Liede, Paolo e Francesca, Eugenio Rodondi.

Una data simbolica, quella del 30 giugno: in tutto il mondo si celebra la Festa della Musica, e, così come l’anno scorso questa era stata dedicata a un altro giovane partigiano, Dante Di Nanni, anche quest’anno l’intento è di avvicinare tutti, attraverso l’arte, alla riscoperta di un ragazzo come tanti, che ha creduto fino alla fine in un grande ideale.

Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica di Torino, si è dichiarato molto soddisfatto dell’attenzione data dal Comitato per la Resistenza ad Artom, cui è intitolata, tra l’altro, la scuola media della comunità. «Artom ci insegna a lottare contro l’indifferenza, grande male della nostra società», ha commentato.

Bruno Maghi, presidente della Fondazione Comunità di Mirafiori, ha voluto sottolineare l’importanza della trasmissione di emozioni di generazione in generazione, che esulino dalla didattica spiccia. Solo così può arrivare a tutti il significato di quello che ha fatto in vita Artom, «un impasto di coraggio estremo e mitezza».

Alla conferenza erano anche presenti Lorenzo Siviero, presidente dell’associazione Il Laboratorio, e Andrea Polacchi, presidente di Arci. E Luciano Boccalatte, direttore di Istoreto, ha ribatito la necessità assoluta di utilizzare strumenti contemporanei per comunicare con efficacia il passato: «parlare di Artom oggi significa affrontare il tema della scelta. I giovani si ritrovano in mezzo a un mondo complesso, caotico, incomprensibile. Ma devono capire che in ogni momento è possibile scegliere di cambiare le cose».

Direttore artistico di “Avevamo 20 anni” è Gigi Giancursi. Il punto di forza della sua rassegna: l’attualità esistenzialistica di questo giovane partigiano. «Scriveva Artom che il taedium vitae può essere vinto solo in un’unica maniera: partecipando alle cose umane, vivendo delle soddisfazioni spirituali, fisiche e morali che ci arricchiscono, distraendoci, al contempo, da quello che egli chiama “il vuoto dell’abisso”. Un ventenne che, come i nostri contemporanei, si appassiona alle cose del mondo, e come loro necessita di combattere contro il pericolo di non vivere abbastanza».

A margine della tre giorni di festa, un gran finale, il 1° luglio, con il concerto dei Modena City Ramblers nel piazzale del Colle del Lys, organizzato da Resistenza Elettrica.

Nell’ultima pagina del diario di Artom si legge: “Smetto di scrivere perché diventa buio”. Ma sarà l’arte a riportare la luce, questa volta, sull’horror vacui.